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Così la biotecnologia esce dal laboratorio. Andando oltre gli ogm

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di  — 30 agosto 2016

pubblicato su Altreconmia

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Cresce il movimento dei makers della biologia, coloro che per hobby creano tessuti dalle alghe, ricavano inchiostro dai batteri o ancora creano dei digestori casalinghi per produrre biogas. Una rivoluzione aperta e sostenibile.

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Nuovo libro:erbe selvatiche

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Doni della natura (I).

Ho avuto il piacere di collaborare a questo bellissimo libro scritto dall’illustre botanico Richard Mabey. È stata un avventura trovare i nomi italiani di piante poco diffuse in Italia, in alcuni casi abbiamo quasi stabilito una nuova nomenclatura. Ecco cosa si dice a proposito di questo libro su illibraio.it

Un’autorevole guida illustrata che ci aiuta a scoprire tutto ciò che la natura ci offre Oggi è ben difficile trovare un ristorante che si rispetti che non proponga cibo selvatico nel proprio menu. La salicornia europea, la cresta di gallo, l’aglio orsino, le foglie di tarassaco, le bacche di sambuco sono tutti diventati ingredienti di routine. E sempre più spesso le mele «spontanee» fanno la loro apparizione nelle presentazioni esotiche di questa nuova cucina. Ma quanti sono i prodotti che la natura ci offre con generosità a fini alimentari? Qui trovate una presentazione completa, pratica e illustrata di oltre 150 varietà di alimenti selvatici, comunemente diffusi in tutta Europa, che possiamo raccogliere per terra e per mare: dalle piante ai fiori ai funghi, dalle alghe ai molluschi…

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Api, se scompaiono loro ci estinguiamo tutti

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Ci siamo preoccupati moltissimo della scomparsa delle api, e ne siamo ancora molto preoccupati. E’ facile capire l’entità del problema visto che gli alveari degli allevamenti sono costantemente monitorati. Ci stavamo, però quasi per dimenticare degli altri insetti impollinatori: tra cui api, farfalle, vespe, coleotteri etc. Dico quasi perché, il mondo della ricerca non ha mai smesso di preoccuparsene. Recentemente è stato compiuto il primo studio su scala mondiale proprio su questi ultimi. L’Intergovernmental Science-Policy Platform on Biodiversity and Ecosystem Services (IPBES), il 26 febbraio ha emesso il suo primo report dedicato appunto al declino della biodiversità degli insetti impollinatori. Il titolo del report parla chiaro “il nostro cibo dipende dagli insetti impollinatori che sono sotto minaccia” quindi non solo le api domestiche, ma tutti gli insetti così detti utili. All’Ipbs partecipano 124 membri di governi che collaborano con più di 1000 scienziati di tutto il mondo. In sintesi ecco i risultati: esistono 20.000 specie diverse di insetti impollinatori selvatici, il 90% dei fiori selvatici dipendono da questi insetti, il 75% della produzione alimentare dipende dagli insetti impollinatori (non solo le api domestiche) il cui valore ammonta a 577 miliardi di dollari, di questi insetti il 16% è a rischio di estinzione, il 40% tra api e farfalle selvatiche sono a maggior rischio di estinzione.

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Vino: quello naturale è senza additivi, ma bisogna abituare il palato

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Di recente ho finalmente avuto il piacere di fare una chiacchierata con Lorenzo de Grassi, organizzatore della seconda edizione di Live Wine, un evento sui vini naturali che si terrà dal 5 al 7 marzo al Palazzo del Ghiaccio di Milano. Ci siamo trovati a parlare di un altro vino, quello naturale, che non consente prodotti di sintesi durante la produzione in campo e che non prevede nessuna aggiunta di additivi durante la produzione. L’unico additivo accettato è l’anidride solforosa, di cui viene richiesta la quantità in etichetta.

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Questi viticoltori hanno quindi deciso di allontanarsi da una logica produttiva che tende a standardizzare e omologare. Hanno abbracciato un’idea libera, contrapposta al mondo del consumo da scaffale, per abbracciare un’idea di vino e un modo di coltivare la terra che diventa olistico, etico e che richiede un rischio maggiore anche sulla scommessa del gusto del prodotto finale. Una produzione viticola dove si lascia realizzare una fermentazione spontanea, senza aggiunta di lieviti selezionati, infatti può portare delle sorprese donando un gusto imprevisto al vino. Un rischio che però i viticoltori naturali sono disposti a correre.

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6th Swiss Microbial Ecology Meeting: Biogeography of soil nitrogen fixing bacteria

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Biogeography of soil nitrogen fixing bacteria in the western Swiss Alps

Davide Ciccareseª, E. Yashiroª, E. Pintob, A. Burib, H. Niculita-Hirzelc, A. Guisanb, J.R. van der Meerª

a Department of Fundamental Microbiology, University of Lausanne, Switzerland.

b Department of Ecology and Evolution, University of Lausanne, Switzerland.

c Institut universitaire romand de santé au travail, Switzerland.

davide.ciccarese@unil.ch

The Alps represent an important opportunity for biogeographical studies thanks to their heterogeneous topography and broad range of different climate and physico-chemical conditions along a wide elevation gradient. The western Swiss Alps region of canton Vaud has been the subject of a long standing series of studies by the University of Lausanne that has investigated the ecology of plants and insects as a function of climate and land use change. More recently focus has also shifted toward the biogeography of alpine microorganisms in this same study area. In this project the goal was to characterize the bacteria involved in nitrogen cycling in alpine soils. The nitrogen cycle is one of the most important biogechemical processes in terrestrial ecosystems. It includes nitrogen fixation, mineralization, nitrification and denitrification. Bacteria and Archaea that possess the enzyme nitrogenase are responsible for the fixation of atmospheric nitrogen into more bioavailable ammonia. Among the different genes that encode for the multiple subunits of the nitrogenase enzyme complex, the nifH gene is the most sequenced and has become a standard marker gene for styding the ecology of the nitrogen-fixing microorganisms in various ecosystems. Here we present the methods used for amplifying and sequencing the nitrogenase gene from the alpine soil metagenome and first results on the distribution and ecology of the nitrogen fixing bacteria along an elevation gradient of 700 to 3000 m across the alpine landscape.

Un nuovo libro sull apicultura urbana. A book about urban beekeping

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Questo nuovo libro di Antonio Barletta parla di un futuro che nasce oggi dove l agricoltura non ha più confini e arriva in città. Sono felice di aver contribuito in piccola parte a questo libro. I’m happy to have contribuited to this book about urban beekeping.

URBAN SCOUT GARDENING

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URBAN SCOUT GARDENING 

Laboratorio di giardinaggio urbano per tutti!

Attività gratuita

Domenica 3 maggio, dalle 10:30 alle 13:00 a Quarto Oggiaro Vivibile, via Lessona 20, Milano

Per festeggiare il centenario dalla nascita della sezione di Milano dell’associazione di scautismo

laico CNGEI, scopriamo come rendere più verde la nostra città!

Con il Contributo del Comune di Milano e la collaborazione di Istituto Oikos

L’iniziativa si svolge nell’ambito del progetto di cooperazione internazionale SAFE Gardens – Sustainable Actions For Edible Gardens (Tanzania).

Per informazioni:

Per informazioni:

fattoria@nostrale.it

+39 349 5951341

NOSTRALE WEB SITE: http://www.nostrale.it/398/URBAN-SCOUT-GARDENING