Vino: quello naturale è senza additivi, ma bisogna abituare il palato

Di recente ho finalmente avuto il piacere di fare una chiacchierata con Lorenzo de Grassi, organizzatore della seconda edizione di Live Wine, un evento sui vini naturali che si terrà dal 5 al 7 marzo al Palazzo del Ghiaccio di Milano. Ci siamo trovati a parlare di un altro vino, quello naturale, che non consente prodotti di sintesi durante la produzione in campo e che non prevede nessuna aggiunta di additivi durante la produzione. L’unico additivo accettato è l’anidride solforosa, di cui viene richiesta la quantità in etichetta.

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Questi viticoltori hanno quindi deciso di allontanarsi da una logica produttiva che tende a standardizzare e omologare. Hanno abbracciato un’idea libera, contrapposta al mondo del consumo da scaffale, per abbracciare un’idea di vino e un modo di coltivare la terra che diventa olistico, etico e che richiede un rischio maggiore anche sulla scommessa del gusto del prodotto finale. Una produzione viticola dove si lascia realizzare una fermentazione spontanea, senza aggiunta di lieviti selezionati, infatti può portare delle sorprese donando un gusto imprevisto al vino. Un rischio che però i viticoltori naturali sono disposti a correre.

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Quale agricoltura ci Nutrirà? incontro pubblico 1 luglio – sede WWF Lombardia

Il WWF organizza un ciclo di incontri presso la nuova sede alle ex Serre di via Tommaso da Cazzaniga (interno dei giardini comunali; metro 2, Moscova). 

MARTEDÌ 1 LUGLIO 

h 18.30 

Presentazione del libro 

“Il libro nero dell’Agricoltura” 

(Ed. Ponte alle Grazie, 2012) 

CON L’AUTORE 

DAVIDE CICCARESE 

(ASSOCIAZIONE NOSTRALE) 

Quale agricoltura ci nutrirà? 

Un importante interrogativo, soprattutto in questo momento in cui la nostra città si avvicina a Expo. L’agricoltura deve essere ripensata per soddisfare i bisogni di una popolazione mondiale in crescita e diventare allo stesso tempo uno strumento di riscatto sociale ed economico, nel rispetto dell’ambiente. 

L’evento è organizzato da WWF Lombardia e Associazione Nostrale

(ingresso libero) 

Info: WWF Lombardia 02/831331 lombardia@wwf.it; www.wwf.it/lombardia 

WWF Italia ONG ONLUS

Via Tommaso da Cazzaniga snc

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Articolo su: Il mostro in tavola

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Oggigiorno viviamo in un vero e proprio paradosso alimentare: nessuno infatti conosce davvero gli ingredienti di ciò che mangia; il consumatore non riesce a venire a capo della verità nella babele del cibo. Questo è il punto di partenza de Il mostro in tavola, l’inchiesta, di Davide Ciccarese, che svela i pericoli contenuti nel cibo che mangiamo. Ciccarese cerca di fare luce nel mercato dei prodotti alimentari criminali che è in continua evoluzione e dove l’unica arma che il consumatore possiede per difendersi è quella di diventare più consapevole. I temi trattati sono numerosi: l’agropirateria, il falso made in Italy, dalle verdure che non marciscono mai allo zafferano colorato, i pesticidi e la carne alla diossina, dallo zucchero di sintesi alle mozzarelle blu, il pesce al mercurio, i vini con i solfiti, dai grassi vegetali idrogenati ai tantissimi conservanti, fino alle scadenze fittizie.
Vegolosi.it – Leggi su: http://www.vegolosi.it/libri/il-mostro-tavola-linchiesta-che-svela-pericoli-contenuti-nel-cibo-che-mangiamo/

 

ARTICOLO SU VANITY FAIR

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Il Mostro in Tavola
di Davide Ciccarese, Anteprima

A tavola non è tutto rose e fiori, ci sono cose che sarebbe opportuno sapere, per aprire gli occhi, prima di aprire la bocca. Ciccarese scrive degli interessi delle industrie alimentari, dei cibi manipolati, di falsi d’autore e di ogni sorta d’inganno a tavola. Per un consumo consapevole più che mai.
prezzo: 14,00
120 pagine

http://www.vanityfair.it/vanityfood/food-news/13/12/12/libri-gastronomia-e-food-da-regalare-a-natale

NUOVO ARTICOLO SU VIAGGI DI GUSTO: VERSO UN FUTURO SMART

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La fao ha dichiarato che il 60% della nostra alimentazione nel mondo, secondo la FAO è basata esclusivamente su 5 coltivazioni: riso, mais, frumento, sorgo, miglio.
Il modo in cui ci siamo alimentati ha portato a diversi risultati. Il 70% dei paesi sviluppati importano cibo. In 50 anni si è passati da 6000 coltivazioni alle attuali 200. Il 70% delle terre agricole sono utilizzate solo per la carne. Il 25% del pesce pescato ovvero 140.5 milioni di tonnellate, viene utilizzato per alimentare gli stock ittici di pesce in alevamento secondo i dati FAO. Il 50% del pesce di cui ci alimentiamo è allevto e non più pescato. In qualche modo un sistema di questo tipo che ha semplificato e concentrato le risorse ha esposto le aziende agricole ad una forte pressione mettendole sempre di più a rischio di un mercato poco

Leggi l’intero articolo qui:

http://issuu.com/vdgmagazine/docs/vdg_dicembre_2013/24

NUOVO ARTICOLO DI NOVEMBRE SU VIAGGI DI GUSTO: E’ SCOMPARSA LA FRUTTA

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Dovremmo mangiare più frutta. Non tutta la frutta è buona allo stesso modo. Un recente studio realizzato presso l’università di Harvard, effettuato su un campione di 185.000 persone ha rilevato che alcune tipologie di frutta possono avere un effetto maggiormente preventivo verso il diabete, rispetto ad altre tipologie di frutta. Mangiare uva, mele e pompelmi riduce il diabete di tipo 2. il vincitore assoluto è risultato il mirtillo. La ricerca di Harvard come molte altre in questo senso ha stabilito che mangiare frutta è comunque un buon antidoto al diabete. Questa come molte altre ricerche in merito confermano sempre la frutta al primo posto degli alimenti salutari. Però purtroppo le notizie che arrivano dall’Europa, confermano che il nostro consumo di frutta è in forte calo. Sono 5 milioni i bambini affetti da obesità infantile e 22 milioni quelli sovrappeso, il problema serio è che la dieta dei bambini è sempre più composta da merendine e prodotti ricchi di grassi, zuccheri e sale. L’Europa ha realizzato un programma appositamente per distribuire e promuovere il consumo di frutta nelle scuole. Tra il 2009 e il 2010 sono stati investiti 33 milioni di euro. Secondo l’organizzazione mondiale della salute il consumo di frutta dovrebbe essere di 400 grammi al giorno, ma siamo ben distanti da questi numeri. Negli ultimi 10 anni gli acquisti di frutta sono invece diminiuti del 22%.

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http://issuu.com/vdgmagazine/docs/vdg_novembre_2013/24