UN NUOVO ARTICOLO SU LA PROVINCIA DI COMO: SUI CONTADINI

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ECCO UN ESTRATTO:

Negli ultimi 50 anni si è passati da 6000 varietà di piante coltivare a solo 200 varietà, riducendo le opportunità produttive . Queste ultime cifre spiegano esattamente quanto e come sta cambiando la nostra sovranità alimentare nei campi e la nostra sicurezza alimentare a tavola. Diminuendo la diversità in campo diminuiscono anche le opzioni, la coperta si restringe e spesso ci troviamo a dover scommettere su poche colture. Si stanno perdendo le varietà coltivate e con esse il patrimonio genetico e tutta la conoscenza che ha portato ai risultati ottenuti con l’esperienza e la capacità affinata nel tempo di leggere le necessità e le peculiarità ambientali locali. In questa conoscenza ed esperienza profonda della terra, si fondano le radici della cultura contadina. In questo senso l’agricoltura contadina ha valori innovativi, perchè ha puntato sulla biodiversità e sulla conservazione delle varietà locali, ha affinato una tecnica di selezione, non solo basata sulla singola azienda ma fatta anche dallo scambio dei semi con altre aziende portando avanti una selezione comunitaria, difficile da replicare con metodi selettivi attraverso processi tecnologizzati. I valori dell’agricoltura contadina e il suo approccio sono la soluzione a molti dei problemi che ho elencato all’inizio dell’articolo, scopriamo quali sono gli ingredienti di questa ricetta agricola innovativa.

L’idea alla base delle battaglie fatte in nome dell’agricoltura contadina in difesa della biodiversità per la difesa delle varietà locali, spiegatami da Riccardo Bocci agronomo di Rete semi rurali, mi ha parlato di un idea nuova di concepire la selezione dei semi, la loro posizione è quella di fare diventare gli agricoltori dei soggetti attivi nel mercato sementiero, decentrando e creando maggiore partecipazione di tutti gli attori, agricoltori prima di tutto e ricercatori insieme per conservare le varietà locali e per sviluppare un processo anche di ricerca partecipato che veda gli agricoltori come attori principali e non fruitori finali. Inoltre sostiene Bocci, l’UE deve permettere agli agricoltori di poter scambiare e vendere modiche quantità di semi locali prodotti nella propria azienda.

L’Italia è un paese con una quantità di prodotti e di diversità in campo da fare invidia nel mondo, è un paese che per questa ragione ha valori contadini da sempre coltivato sperimentando adeguandosi alle esigenze di quello che si può dire un territorio con una grande diversità di climi e paesaggi di ogni genere e tipo.

Qualche giorno fa sono stato ad una conferenza sull’innovazione e la multifunzionalità in agricoltura, con molta soddisfazione ho potuto ascoltare le parole di Claudia Sorlini, già preside della facoltà di agraria di Milano, che parlava dei vantaggi di essere imprenditori giovani e come sta cambiando l’agricoltura oggi, in poche parole semplici. “Le attività agricole innovatrici di oggi sono cresciute dal punto di vista economico, hanno moltiplicato le loro attività, oggi un azienda agricola produce, trasforma, distribuisce, e quindi recupera tutto il fatturato che prima perdeva affidando tutte queste operazioni oltre la produzione ad un soggetto terzo. Oggi sempre di più l’attività agricola che crea sostenibilità crea economia. In campo le tecniche agricole sostenibili, e a basso impatto ambientale producono di più, in qualità e bene, le semine del riso in asciutta, le semine su sodo”. Questi sono gli ingredienti base dell’agricoltura detta contadina.

Quali sono i vantaggi dell’agricoltura contadina? Jan Douwe Van der Ploeg, famoso sociologo ricercatore, nel suo libro i Nuovi contadini, spiega: “ il processo di industrializzazione agricola, sta determinando in tutto il mondo una forte pressione sui sistemi locali e regionali di produzione alimentare.” per il sociologo bisogna fare un salto di qualità e iniziare un processo di ri-contadinizzazione, come lo definisce lui, proprio per rendere autonome le aziende, farle sopravvivere in un contesto che invece le rende sempre più dipendenti da fornitori di tecnologie e servizi. In sintesi le aziende devono essere protagoniste della loro innovazione e autonome nelle scelte da compiere in campo.

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