Articolo su Corriere della Sera

Con vanga e zappetta come al parco giochi

Si moltiplicano gli spazi verdi condivisi per gli appassionati di semina e raccolto

(Nicola Marfisi)(Nicola Marfisi)

Affamata di verde, Milano ha riscoperto il piacere dell’agricoltura urbana. Negli ultimi anni diversi gruppi di cittadini si sono impegnati a ridisegnare spazi verdi incolti, trasformandoli in luoghi dal fascino speciale, dove si coltivano verdure e relazioni sociali. Gli orti comunitari, disseminati per la città, sono approdi piacevoli dove passare del tempo anche con i figli. Ma la verità è che i bambini nascono ortisti. Hanno manine abilissime, occhi capaci di individuare al primo colpo le infestanti e una confidenza con la terra che li rende sicuri quando camminano lungo i solchi che separano le coltivazioni. I più irruenti? Diventano delicati. I pasticcioni? Non sbagliano un’operazione. Solo davanti all’acqua ritornano piccoli, ed è lotta dura per il possesso dell’annaffiatoio o della pompa. 

 

PASSIONI – «L’orto è magia allo stato puro: regala emozioni, stimola la curiosità e gratifica. In città dovrebbero essercene molti di più», dichiara Roberto Corti di pianoTerra, la onlus che ha trasformato duemila metri quadri di prato spelacchiato dietro le scuole di via Oglio in un bellissimo orto diventato importante luogo di aggregazione del quartiere. «Per i miei figli è diventato il parco-giochi prediletto», ammette ancora Corti. «Il grande ha sette anni, conosce tutti i nomi delle piante, delle erbe e dei fiori e passa il tempo con gli amici a raccogliere pomodori e insalata, rincorrere le farfalle, scovare le lumache oltre che riempirsi la bocca di ribes e lamponi».
L’orto di via Oglio è gestito da una sessantina di famiglie socie dell’associazione, ma è aperto a chiunque, piccolo e grande, senta il richiamo dell’agricoltura. «Organizziamo spesso feste e momenti di semina e raccolto collettivi. Stiamo pensando di ampliare il frutteto e ci sarà bisogno di una mano. Inoltre dopo l’estate ci sarà la ripresa dei laboratori per i bimbi»

 

(Nicola Marfisi)(Nicola Marfisi)

BOOM DI RICHIESTE Quanti bambini conoscono una serra? A Milano pochi. Con l’eccezione dei fortunati che abitano vicino a via Zumbini, zona Barona, dove l’associazione La Cordata ne ha appena costruita una. Un successo: la casetta di vetro «dove fa tanto caldo e c’è un profumo strano» è diventata meta ambita nei pomeriggi. «Mio figlio, quattro anni, è entrato in punta di piedi, quasi con timore», racconta Silvia Mani. «Gli avevo spiegato che in serra nascono e crescono le piante più delicate e lui pensava di doversi muovere con cautela e in silenzio. È andata che gli hanno permesso di toccare, aiutare, bagnare e si è scoperto contadino. Con gusti precisi: la cura delle piantine di fragole!». 
Accanto alla serra la onlus ha creato un piccolo orto comunitario, dove si incontrano bambini e anziani. Villaggio Nostrale, associazione che promuove l’orticoltura urbana nei quartieri e nelle scuole, ne ha firmato il progetto. «Siamo in grado di creare una zona di coltivazione anche in perimetri verdi di dimensioni ridotte e dove manca la terra o non si può lavorarla interveniamo con cassoni e terra di riporto creando, come abbiamo fatto alla Cordata, un orto rialzato», racconta l’agronomo Davide Ciccarese. «Quest’anno abbiamo avuto un boom di richieste: abbiamo lavorato con duemila bambini di età compresa fra i 3 e i 13 anni». 

 
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